|
|
PROFESSIONALITA'
E FANTASIA:
UN CONNUBIO VINCENTE |
D.
Può raccontarci in breve come nasce l'avventura
Ciuffogatto?
R.
La storia della Ciuffogatto è, direi, abbastanza
anomala per un' azienda delle attuali dimensioni e conosciuta
in tutto il mondo: perché è una storia
molto personale, legata al mio carattere e al mio stile
di vita. ''Ritto è cominciato dieci anni fa,
quando l' amore per gli animali e la passione per i
gatti, mi indusse a fare qualcosa, anzi a creare qualcosa
per loro. Ed iniziai a produrre e vendere confezioni
di erba gatta: nulla di originale, per carità,
ma l'idea giusta fu il contenitore del ciuffogatto che
ha dato il nome all'azienda. Era in amido di mais, materiale
assolutamente naturale, con tantissime qualità
che lo rendono ideale nell'utilizzo di produzioni per
la masticazione animale: una scoperta semplice, forse,
ma nessuno aveva ancora pensato a questo tipo di utilizzo.
E quando dedicai le mie cure ed il mio affetto alla
razza canina, nacque Grandosso: sempre in amido di mais,
ma aromatizzato in tutti i gusti che la mia fantasia
e le mie esperienze di anni di ricerche di laboratorio
prodotto mi suggerirono.
Fu quasi subito un successo di portata mondiale: Grandosso
è oggi prodotto in milioni di esemplari in ogni
tipo di gusto, colore e dimensione e venduto in tutto
il mondo.
La strada mia e quelle dell'azienda erano ormai segnate:
dedicai a questo lavoro tutte le mie energie e la mia
creatività e, grazie al team di lavoro raccolto
lungo il cammino, iniziò l'avventura, il cammino
verso i successi commerciali, i riconoscinenti internazionali,
i nuovi brevetti, le nuove idee, come il tee ecologico
che mi è valso la riconoscenza di tutti i golfisti
ambientalisti americani, o la borsa Leofly, ultima nata
della produzione aziendale. Questo per fare un riassunto
molto generico e sorvolando su tutto il lavoro, le fatiche,
i problemi relativi alle decine di brevetti necessari
per proteggere le mie piccole invenzioni dagli assalti
dei grossi gruppi del settore.
D.
Quale
filosofia guida l'operato della sua Azienda?
R.
Il perseguimento della salute e del benessere dei nostri
amici animali è sicuramente uno dei miei valori
guida. Per questo, fra gli obiettivi perseguiti, quello
che mi sta a cuore sottolineare è l'attività
tesa alla sostituzione sul mercato dell'osso in pelle
di animale,
solitamente di bisonte, con analoghi prodotti naturali
destinati alla masticazione.
In Italia, infatti, al contrario di molte altre nazioni
in tutto il mondo che hanno riconosciuto i drammatici
inconvenienti derivanti dalla conservazione ed utilizzo
di questo prodotto, da quarant'anni si continua tale
commercializzazione.
Questo è stato uno dei motivi ispiratori delle
ricerche da me condotte in laboratorio, e sperimentate
direttamente sulla mia persona, ed oggi è uno
dei temi più importanti ed attuali che impegnano
le energie dell'Azienda.
D.
Quali progetti ha in serbo per il futuro?
R.
Tanti, come sempre, perché non ho ancora deciso
cosa farò da grande... comunque altre novità,
altri piccoli escamotages per il benessere degli animali
e dei loro padroni, per la tutela della salute dei nostri
piccoli amici, cani, gatti, volatili, piccoli roditori.
In questi giorni sto terminando le sperimentazioni di
laboratorio per un prodotto che porterà notevoli
benefìci alla dieta alimentare animale, e che
apre inaspettati orizzonti di utilizzo anche per gli
esseri umani. Sempre all'insegna della semplicità,
della
praticità, del ritomo ai prodotti naturali. E
poi ho tante altre simpatiche idee che mi girano per
la testa ed aspettano il tempo e l'occasione buona per
diventare studi, brevetti, progetti di produzione, ed
altri articoli della linea Ciuffogatto. Ma non posso
dire nulla, almeno prima della fase dei brevetti...
D.
Come vede attualmente e in prospettiva il mercato pet
italiano?
R.
Direi che sta attraversando un periodo di ottima salute:
quest'anno l'Italia è al primo posto tra i Paesi
Europei come indice di crescita di settore. Stiamo registrando
un 8 per cento, mentre in Germania, per esempio, sono
allo 0,50. E su valori mercato di 6/7 mila miliardi,
diventano cifre considerevoli. D'altra parte io ho sempre
creduto nelle prospettive di mercato, e la mia azienda
ne è la dimostrazione vivente, per chi lavora
seriamente, con professionalità e, perché
no, con un pizzico di fantasia.
Articolo tratto dalla rivista TREND luglio-agosto
2002
|