Cincillà e Porcellini d’India

Altri due roditori, oltre ai conigli e al furetto, sempre più presenti nelle nostre case, sono i cincillà e i porcellini d’India. Scopriamo qui le loro caratteristiche, senza fare alcun confronto poiché “ogni roditore è bello a mamma sua”.

Caratteristiche del Cincillà

I cincillà hanno un aspetto piuttosto buffo e simpatico, poiché piuttosto “rotondetto” e con delle orecchie piuttosto grandi. Ha un’andatura simile a quella del coniglio nonostante assomigli ad uno scoiattolo. Ha un pelo molto sottile e anche molto soffice, anche se non è consigliato accarezzarlo troppo, per evitare di stressarlo. Le orecchie del cincillà, oltre che parte finale dell’apparato uditivo, gli occorrono per  abbassare la temperatura corporea.

Da un punto di vista della compagnia, il cincillà è apprezzato poiché si dimostra spesso affettuoso. E’ in genere molto docile e non morde mai, sebbene possa variare a seconda dell’esemplare. Così come i gatti, si può trovare un esemplare che si faccia prendere in braccio e coccolare, mentre altri invece non apprezzano essere maneggiati o toccati. A seconda dell’esemplare, occorre capire come comportarsi, adattandosi al suo comportamento.

Il cincillà è molto sensibile per quanto riguarda la nutrizione (mangia poco e la sua dieta comprende fieno secco e mangime apposito con qualche aggiunta ed extra come leccornia, tra cui l’uvetta in quantità estremamente ridotte). Per quanto riguarda l’alloggio, il cincillà ha bisogno di gabbie ampie ed estese verso l’alto. Così come il criceto, ha bisogno di essere messo in libertà (in ambienti sicuri e vigilato poiché sgranocchia di tutto) almeno una volta al giorno (un paio d’ore).

Dal punto di vista della pulizia, è pulitissimo, inodore e non ha bisogno di essere pulito. Soprattutto non va assolutamente lavato. Soffre molto il caldo, perciò va tenuto in un posto fresco (oltre i 26 gradi potrebbe già morire).

Caratteristiche del porcellino d’India

Non tutti sanno che il porcellino d’India è il secondo nome della “cavia domestica”. Infatti, questo piccolo animaletto è stato per diverso tempo tra i preferiti dei laboratori che sperimentavano le cure mediche e batteriologiche. Oltre che animale da laboratorio, fortunatamente il piccolo porcellino d’India è diventato anche animale domestico. Oggi in laboratorio gli vengono preferiti topi e ratti.

Il suo processo di addomesticazione è iniziato tantissimi anni fa, intorno al 5000 a.C., ad opera dei pastori delle tribù che vivevano sulle Ande (Bolivia, Perù, Ecuador). Per loro era sia di compagnia che fonte di cibo. Anche allora, tuttavia, venivano usate come cavie per fare uscire gli spiriti maligni dalle persone in realtà semplicemente malate.

Il riscatto per questo animaletto è iniziato quando è stato appurato che come animale di compagnia va molto bene ed è per tale motivo divenuto richiestissimo. Sono piccoli, di aspetto simpatico, vivono a lungo e sono silenziosi.

Tra le razze di porcellino d’India domestico vi sono: pelo corto, abissinian, himalaiano, peruviano, silkie o sheltie, texel, US teddy, rex, alpaca, lunkarya, crestata, coronet, ridgeback, english merino, hairless (senza pelo) e sheba.